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I luoghi del gusto di Davide Cervellin
Osteria Hotel "Agostiniana" a Forza d'Agrò (ME)
01 Luglio 2010
A guardare il mare da quassù è un immenso specchio blu, con lievi sfumature bianche delle onde e in lontananza la grande vela di un natante di persone che sicuramente sanno godere la vita.
I normanni hanno costruito la fortezza e probabilmente hanno regalato alle genti siciliane l'azzurro degli occhi.
Tra storia e paesaggio, immergersi nella quiete fa quasi pensare che in vecchiaia il tempo si potrebbe passare qui.
Varcata la soglia del nuovo ristorante, la quiete finisce; qui è una festa di gente che mangia, trovando ogni occasione per assaggiare le delizie del mare, godere dei frutti e dei dolci di Sicilia, bere il buon vino che quest'isola sa dare.
Mi è capitato poche volte un servizio così attento, rapido e originale.
Alla domanda: "Vi va bene se facciamo noi?" e al nostro "sì" convinto, eccoti arrivare vassoi di ogni ben di Dio: insalata di polpo, gamberi in tante maniere, pesce marinato, caponata, sarde alla beccafico, vari tipi di crostacei gratinati, una salsiccia deliziosa di non so quale pesce, insalata di tonno, crostini di pesce spada, e poi altro che non ricordo per l'ubriacatura delle tante delicatezze.
E poi finiti gli antipasti, tre grandi piatti di portata con riso, spaghetti e tonnarelli ai frutti di mare e alla cernia.
Abbiamo dovuto arrenderci, che peccato! Perché era davvero tutto così buono.
E andati via i commensali dei compleanni, è diventato un amabile conversare, che si son fatte le quattro e mezza senza accorgercene.
Qui, d'altro canto, è consuetudine mangiare tardi e per la rinomanza del locale capita spesso che fanno due turni.
La sala ben preparata e illuminata con le plafoniera in svaroski e quel che è sorprendente, è stato il conto finale: come se avessimo mangiato una pasta al pomodoro e una braciola di maiale in qualche altro locale.
A voler cercare un difetto: l'acqua San Benedetto (tanti chilometri, quando bastava un depuratore e si poteva bere quella del rubinetto).
Cento euro in quattro, come dire che a volte si può mangiare bene spendendo veramente poco.
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